lunedì 5 marzo 2007

IVA: istanza di rimborso per le auto/moto

Sappiamo ormai tutti che la Corte europea ha condannato il fisco italiano a restituire ai propri contribuenti (imprenditori) l'IVA che questi non hanno potuto detrarre in passato per divieto imposto dalla normativa tributaria nazionale.

Spetta ora a noi chiedere il rimborso di quell'IVA mediante due vie alternative:

1) in via forfettaria
2) in via analitica.

Nel primo caso (che caldamente consiglio rispetto alla seconda alternativa) l'impresa chiede un rimborso forfettario pari al 40% dell'IVA indetraibile dichiarata in passato. Questa richiesta di rimborso và presentata in via telematica entro il 16 aprile prossimo. Nel secondo caso, invece, la richiesta avviene in via analitica, pertanto liquidando fattura per fattura il rimborso che spetterebbe e chiedendo in via soggettiva un riesame da parte dell'Agenzia Entrate della dichiarazione presentata ai tempi per provare il diritto al credito.

Trascuro il punto 2) e mi fermo alla via del forfait che anche se può apparire più "semplice", già da molti della dottrina viene additata come una procedura così arzigogolata da far desistere anche i casi più semplici.

Non perdiamoci d'animo.

Questo è il comunicato stampa dell'Agenzia Entrate:
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb76620eaba7f9d/comunicato_stampa.pdf

Segnalo quanto segue:
- il periodo di riferimento per il quale può essere chiesto il rimborso IVA va dal 01.01.2003 al 13.09.2006;
- gli acquisti con IVA indetraibile si devono riferire ad auto, moto, accessori, consumi, e costi inerenti con IVA che all'epoca era indetraibile;
- l'IVA su tali oneri è rimborsata dal fisco in ragione del 40% dell'importo dell'IVA stessa;
- vanno indicati i numeri dei documenti contabili (fatture, schede carburanti, ecc) che sono stati contabilizzati anno per anno - pertanto è necessaria una rivisitazione nei documenti contabili dei singoli anni;
- il totale dell'IVA che si chiede a rimborso è stato, nel singolo anno fiscale, dedotto dal reddito d'impresa come "costo". Pertanto in questa sede si dovrà apportare al reddito d'impresa una "variazione in aumento" al reddito, e procedere alla riliquidazione delle imposte dovute sul reddito così ri-conteggiato (IRES, IRPEF, IRAP, addizionali regionali e comunali, ecc ecc)
- ovviamente la ri-liquidazione delle imposte dovute sul rimborso IVA è da farsi anno per anno (2003, 2004 , 2005 e 2006) - che a conti fatti - in caso di società di persone - significa praticamente rielaborare le dichiarazioni redditi soci e società (ricalcolo delle imposte dovute, tenendo conto no-tax area, deduzioni e scaglioni di reddito ai fini irpef);
- ritengo interessante il quesito che mi son posto in merito agli studi di settore di quegli anni: in un'impresa con importi rilevanti, gli studi di settore sarebbe legittimo poterli "ritoccare" aggiustandoli del minor costo auto. Ma non c'è traccia nel modello di rimborso di dove indicare tali importi e tantomeno sono scaduti i termini per la trasmissione tardiva-correttiva delle dichiarazioni studi di settore stessi. Attendo di trovare riposta in qualche circolare, o articolo di dottrina.
- la sopravvenienza attiva che deriva nel reddito 2007 per il rimborso che avverrà, non dovrà essere ovviamente tassabile in sede di dichiarazione redditi, perché nella maniera sopra citata avremo già provveduto a rendere imponibile la mancata deduzione del costo (IVA non rimasta indetraibile);
- la dichiarazione dovrà essere presentata in via telematica;
- in parecchi casi (si vedano articoli sui giornali professionali) può non convenire chiedere il rimborso dell'IVA per l'incidenza degli oneri professionali in merito alle consulenze e alle rielaborazioni dei redditi;
- si tenga in dovuta considerazione che nel caso di rivendita dell'auto/moto con fattura che fu emessa esente art. 10 comma 27quinquies, và ora assoggettata ad IVA per la parte di cui si chiede rimborso. Anche per questo secondo motivo molti imprenditori potrebbero rilevare non conveniente chiedere il rimborso di quanto invece possibile.
- Tralascio in questo post di citare anche il caso in cui l'auto fosse attribuita in uso al dipendente per evitare di appesantire il discorso anche con la gestione dei frange-benefits.
Inviatemi una email per approfondire il discorso sui casi di specie o per avere un preventivo per l'elaborazione della dichirazione.

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